“L’impresa di essere umani”: la cooperazione sociale del Veneto si è riunita a Padova per la sua Assemblea Regionale. Eletto il nuovo Presidente Marco Tirabosco
Con un fatturato di oltre 1 miliardo di euro e 26.000 lavoratori, Confcooperative Federsolidarietà Veneto rappresenta il 60% delle cooperative sociali regionali. Il 7 maggio all’Hotel Crowne Plaza ha rinnovato le sue cariche e ha dato vita ad un dibattito sul futuro del welfare sussidiario.
Padova – Mettere al centro la persona in un’epoca di profonde trasformazioni e fragilità strutturali. È questo il cuore dell'Assemblea Regionale di Confcooperative Federsolidarietà Veneto, intitolata “L’impresa di essere umani - Il valore della Cooperazione Sociale”, che si è svolta giovedì 7 maggio 2026 presso l’Hotel Crowne Plaza di Padova. Un’assemblea che, nella parte privata del pomeriggio, ha eletto come nuovo Presidente di Federsolidarietà Veneto Marco Tirabosco 55 anni, Amministratore delegato del Consorzio di Cooperative sociali Veneto Insieme.
“Sono numerose le prossime sfide in capo alla cooperazione sociale in Veneto, in questa stagione così complessa che stiamo vivendo- queste le parole del neo eletto Presidente - Naturalmente l’amministrazione condivisa, assieme alla valorizzazione economica di quello che è un'infrastruttura essenziale per la regione del Veneto e per i comuni del Veneto, ossia ii servizi sociali socio sanitari, va sicuramente a braccetto con la sostenibilità economica che si fa con le scelte politiche. Oggi la politica dovrà scegliere, sia quella regionale che quella nazionale, se la fiscalità va riversata a supporto di un'infrastruttura così essenziale, che il servizio pubblico non riesce a garantire o se deve riversarla verso altri orientamenti. Noi oggi abbiamo rappresentato questo, possiamo aiutare ad individuare le risorse e dare forza a questo mondo che qui oggi rappresentiamo, dentro a un'infrastrutturazione che si fa attraverso la valorizzazione dell'economia sociale in Europa, in Italia e dentro a quelli che sono i due principi essenziali dell'articolo 45 della Costituzione, ossia la governance democratica che le cooperative sociali tutti i giorni applicano e l'emancipazione del lavoro, della mutualità tra soci, attraverso appunto la fioritura umana che ciascuna lavoratrice e lavoratore ha nella realizzazione di sé e nel costruire condizioni migliori di vita comune”
La mattinata si è aperta con il video saluto del Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e il benvenuto del Presidente di Confcooperative del Veneto Paolo Tiozzo che hanno sottolineato come “la Cooperazione sociale rappresenti un soggetto fondamentale per il welfare del Veneto e al tempo stesso rappresenti l’esempio più importante e autentico dell’economia sociale, riconosciuta ormai sia a livello nazionale che europeo, un pilastro fondamentale per la tenuta del sistema sia economico che sociale”.
In apertura anche la riflessione del Vicepresidente della Regione Veneto Lucas Pavanetto. “Il welfare – ha spiegato alla platea Pavanetto -. è un tema centrale nelle politiche di questa amministrazione regionale, perché crediamo che mettere le persone al centro significhi costruire risposte puntuali ai bisogni dei veneti. In questo percorso, il ruolo della cooperazione sociale è decisivo perché capace di generare opportunità, lavoro e comunità. Per questo porgo i miei migliori auguri di buon lavoro al Presidente di Federsolidarietà Confcooperative del Veneto appena nominato rinnovando la disponibilità di Regione Veneto a lavorare assieme per affrontare le sfide del presente e del futuro. C’è tanto da fare, come Regione stiamo tra l’altro rafforzando Veneto Welfare, con l’obiettivo di trasformarlo in un ente strumentale autonomo, in grado di accompagnare sempre più efficacemente le imprese nell’introduzione di strumenti di welfare aziendale. È una sfida strategica che punta a migliorare la qualità della vita dei lavoratori e delle loro famiglie, sostenendo al tempo stesso la competitività del nostro sistema produttivo. La società sta cambiando e il Veneto vuole farsi trovare pronto, offrendo risposte di qualità ai propri cittadini".
Per entrare nel mood dell’impresa di essere umani è venuto in aiuto anche il teatro con una pièce a cura della Cooperativa TOP – Teatri Off Padova, sui temi della giornata.
L’evento ha rappresentato un momento cruciale per un sistema che in Veneto aggrega 408 cooperative sociali (pari a circa il 60% di quelle iscritte all’Albo regionale), dando lavoro a oltre 26.000 persone e servendo quotidianamente più di 250.000 famiglie. Con un fatturato complessivo che supera il miliardo di euro l’anno, la federazione si conferma un pilastro dell’economia civile e del welfare territoriale.
Il sistema è composto da un’articolata rete di organizzazioni: 214 cooperative di tipo A (servizi socio-sanitari ed educativi), 105 di tipo B (inserimento lavorativo di persone svantaggiate), 79 cooperative plurime e 10 consorzi. Dagli asili nido all’assistenza domiciliare per anziani, dal supporto alla salute mentale all’inclusione lavorativa nelle carceri, la cooperazione sociale presidia ogni ambito della fragilità umana.
Al centro della mattinata, la relazione del Presidente uscente Roberto Baldo, da 12 anni alla guida di Federsolidarietà Veneto, che ha affrontato con lucidità e visione le principali sfide del comparto: dal ruolo dei nuovi Ambiti Territoriali Sociali alla sostenibilità economica dei servizi, dalla carenza di personale alla riforma dell’accreditamento sociosanitario, fino alle nuove povertà, al lavoro inclusivo e al valore strategico della cooperazione sociale come presidio di comunità e bene comune.
“L’impresa di essere umani , il titolo scelto per l’assemblea non è solo un’intestazione, ma una presa di posizione politica e culturale – ha dichiarato il Presidente uscente Roberto Baldo- Essere impresa per noi significa assumersi un rischio per generare valore sociale e lavoro buono. Ma oggi significa anche difendere la qualità dei servizi, investire nelle persone, costruire inclusione attraverso il lavoro e continuare a dare risposte concrete ai nuovi bisogni delle comunità. In un tempo di conflitti e disuguaglianze, restare umani richiede intenzionalità: non basta erogare servizi, occorre creare legami e praticare la giustizia”.
A seguire, lo stesso Roberto Baldo ha partecipato alla tavola rotonda “Costruire il noi: il contributo della cooperazione sociale per il benessere territoriale”, che ha messo a confronto Stefano Granata (Presidente nazionale Confcooperative Federsolidarietà), il sociologo Flaviano Zandonai, oltre all’Assessore regionale ai Servizi Sociali Paola Roma.
“Desidero rivolgere i più sinceri auguri di buon lavoro al nuovo Presidente di Federsolidarietà Confcooperative del Veneto – queste le parole dell’assessore Paola Roma - Un incarico di grande responsabilità, che si inserisce in un contesto in cui la cooperazione sociale rappresenta un pilastro fondamentale del sistema di welfare del Veneto. La nostra Regione ha scelto con determinazione di mettere il sociale al centro delle proprie politiche, con l’obiettivo di fornire risposte concrete a bisogni reali, che si fanno ogni giorno più complessi e pressanti. In questo percorso, il ruolo del mondo cooperativo è imprescindibile: una realtà capace di intercettare le fragilità, promuovere inclusione e costruire solidarietà nei territori. Siamo convinti che la risposta ai bisogni delle comunità possa nascere solo attraverso una forte alleanza tra pubblico, cooperazione e terzo settore. Fare rete non è più un’opzione, ma una necessità: solo facendo squadra sarà possibile garantire interventi più efficaci, tempestivi e vicini alle persone. Inclusione e solidarietà non sono solo valori, ma le fondamenta su cui costruire una comunità coesa. In questo senso, sono certa che la collaborazione con Confcooperative continuerà a rafforzarsi, nell’interesse dei cittadini e del benessere del nostro territorio”. "La collaborazione con Confcooperative si inserisce anche nel più ampio percorso di attuazione della riforma regionale degli Ambiti Territoriali Sociali, introdotta con la L.R. n. 9/2024. In questo quadro, la Regione ha attivato un Tavolo regionale e tavoli provinciali che coinvolgono i rappresentanti degli enti più significativi del Terzo settore, con l’obiettivo di approfondire i temi della co-programmazione e della coprogettazione, nonché di rafforzare il ruolo del Terzo settore all’interno delle reti territoriali. In tale contesto, l’obiettivo prioritario è favorire un’armonizzazione delle linee guida adottate nei diversi territori, garantendo coerenza e integrazione a livello regionale.
“La cooperazione non è solo una forma giuridica, ma un’infrastruttura sociale capace di generare sviluppo stabile e inclusivo», ha sottolineato il Presidente nazionale di Federsolidarietà Granata - Questa assemblea ha ribadito infatti che al centro della nostra azione ci sono il lavoro e le comunità del nostro territorio”.